Cosa visitare a Barcellona: da Gaudì alle tradizioni religiose

March 22, 2018 Fabrizio

cosa visitare a Barcellona

Per scoprire cosa visitare a Barcellona basta guardarsi intorno, questa citta è figlia del Mediterraneo, nata sotto il segno di Venere e perfino le divinità che la proteggono sono al femminile: s. Eulalia, la Vergine di Monserrat.
Le tradizionali culture classiche, fenicia, greca, ebrea, romana, islamica, cristiana, restano nello spirito e nella tradizione della città anche se alcune non hanno lasciato tracce tangibili. Le varie propagande (turistica, politica) hanno sempre presentato più Barcellone: quella dei giovani, quella degli studenti latini, quella dei finanzieri ma in definitiva è una città unica, senza pregiudizi e certe apparenti contraddizioni ne determinano il fascino.

Per secoli è stata costretta tra il mare e le mura che la circondavano ma la voglia di libertà propria della gente di mare e commerciante ha spinto gli abitanti ad interrompere questi recinti ed iniziare a vivere in spazi più ampi non solo fisici ma soprattutto culturali culminati con una prima Esposizione Universale del 1888 di cui resta simbolo l’ Arco di Trionfo, in mattoni, all’ingresso del parco della cittadella dove sono ospitati il museo di geologia, il giardino zoologico, il museo d’arte moderna.

E’ questo il periodo, ultimi anni dell’800 e primi del ‘900, in cui nascono i gioielli architettonici più famosi significativi della evoluzione dall’artigianato all’industria, dal commercio alla finanza di cui è facile ammirare numerosi “dettagli” che possono sfuggire ad una visita frettolosa: balconi arabescati, decorazioni di atri, il disegno di un portone dovuti ad un lavoro artigianale accurato proprio del ritorno alle radici della conoscenza della ceramica, del vetro, del ferro, della pietra.

L’organizzazione delle Olimpiadi nel 1992 richiese un restauro e una pulizia di buona parte dei quartieri antichi, la ristrutturazione di complessi di edifici per far posto a nuove piazze, rinnovamento delle attrezzature pubbliche e purtroppo in alcuni casi si sono perse zone che avevano un loro “spirito” degno di essere preservato Però tutto ciò è il prezzo da pagare alla modernità e l’occasione per bonificare zone fino ad allora abbandonate con realizzazioni poi rimaste a disposizione della comunità.

Fortunatamente negli abitanti è molto sentita la forza della tradizione per cui non c’è il rischio di perdere la propria identità: non è difficile, la domenica mattina, vedere davanti alla cattedrale persone di ogni età che si prendono per mano e danzano in cerchio lentamente la “sardana” ballo tradizionale probabile retaggio della conquista della Sardegna da parte dei Catalani ( ad Alghero si parla tuttora un dialetto catalano).

Cosa visitare a Barcellona: Il Barrio Gotico

cosa visitare a barcellona - l'arco di trionfoBarcellona è una metropoli ma la sua crescita si è sviluppata in tempi diversi per cui le mete interessanti si concentrano in zone precise e quindi molti luoghi sono raggiungibili anche a piedi con passeggiate da fare alla ricerca di curiosità e atmosfere diverse. Il cuore della città è il Barrio Gotico, quartiere medievale al centro della città vecchia, dove sorgono, esempi di gotico-catalano, la Casa della Ciutat ( il Comune) e il Palazzo della Generalitat (governo regionale) con un patio dalle forme eleganti; ma soprattutto si erge maestosa la Cattedrale con un esterno animato da guglie e torri con abside e cappelle radiali e un solenne interno a tre navate con transetto e coro arricchito da sculture.
Particolare nella prima cappella a sinistra un Crocifisso dalla forma inusitata: la tradizione dice che fosse montato sulla nave ammiraglia nella battaglia di Lepanto e la figura del Cristo si fosse spostata per non essere colpita da un proiettile saraceno.

Cosa visitare a Barcellona: Le Ramblas

cosa visitare a barcellona - Las RamblasDalla animatissima, centrale Piazza di Catalogna fino al mare la città vecchia è tagliata da una sequenza ininterrotta di viali alberati (ramblas) che sono lo specchio del carattere molto vivace degli abitanti: una festa di colori, di suoni, di profumi, di venditori di fiori e di artisti di strada. Rambla, in arabo significa torrente sabbioso e infatti osservando la pavimentazione si può notare come le linee sinuose disegnate riportino l’immagine al movimento dell’acqua che scorre. Lungo le Ramblas si possono osservare sedi di grandi istituzioni culturali come il teatro del Liceo al cui interno c’è una delle più grandi e belle sale d’opera. Sulla facciata del Palau Guell si può ammirare uno dei primi interventi di Gaudi’ …

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